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MICHAEL CUNNINGHAM

Data:

23/01/2017


MICHAEL CUNNINGHAM

Continua la serie degli incontri con gli scrittori americani che hanno legami con l'Italia con la partecipazione di Michael Cunningham, scrittore e sceneggiatore famoso per il suo romanzo The Hours (1998), che ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa e il  PEN/Faulkner Award (1999). Cunningham insegna scrittura creativa presso la Yale University.

L'autore ci parlerà di Matera, le cui fortune sono state, negli ultimi anni, in costante ascesa. Non solo in seguito alle riprese del film di Mel Gibson, ma anche da quando la città, nel 1993, è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco e, più di recente, designata capitale europea della cultura per il 2019.

Matera è una delle più antiche — forse addirittura la più antica — fra le città del mondo abitate senza soluzione di continuità fin dalla fondazione. Sebbene sia impossibile determinarne con esattezza l’età, risale di certo al Paleolitico, il periodo in cui gli esseri umani cominciarono a realizzare utensili di pietra. Con l’avvento dell’Età del Bronzo, Matera era già una città consolidata e fiorente, scavata nel corso del tempo in uno sperone di roccia calcarea che si erge sulla campagna circostante come un gigantesco pugno fuoriuscito dalle viscere della terra.

Molte delle abitazioni di Matera sono grotte e molti dei suoi edifici — o meglio, quelli che sembrano edifici — sono semplici facciate, dietro le quali si scoprono ancora delle grotte. Matera è come un enorme alveare, apparentemente solido dall’esterno, ma in realtà costituito per lo più da gallerie, cunicoli e grotte, talvolta poste una sull’altra a formare un’unica abitazione. Se la gran parte delle grandi città aspira oggi a costruire edifici sempre più alti, a testimonianza dei nostri tentativi di avvicinarci al cielo, Matera evoca un bisogno più primordiale, quello di scavare nella terra, di trovarvi abbraccio e protezione.

Come la maggior parte delle città, anche quelle di mille anni più giovani, Matera ha avuto i suoi alti e bassi. Per oltre duecento anni capoluogo della Basilicata, ha ricevuto in visita imperatori e arcivescovi. Ma ci sono stati anche periodi storici più difficili. All’inizio degli scorsi anni Cinquanta, a fronte delle cattive condizioni di vita, con la maggioranza degli abitanti che vivevano ancora nelle grotte, senza corrente elettrica e fognature, una legge nazionale stabilì lo sfollamento dei Sassi e la costruzione, su colline ricche di verde, di nuovi e più confortevoli quartieri residenziali. I materani, tuttavia, non erano ben disposti a trasferirsi. Preferivano i (dis)agi delle loro vecchie case, come generalmente è sempre stato nella storia dell’uomo: a quanto pare preferiamo il consueto all’inconsueto, anche se quest’ultimo costituisce tecnicamente un passo avanti.

Date le difficoltà di vita, non stupisce che Matera tenda alla devozione religiosa. La città ospita oltre centocinquanta chiese, molte delle quali rupestri: sì, ricavate anch’esse all’interno di grotte. Molte sono decorate da affreschi realizzati da anonimi pittori cinquecento e passa anni prima della nascita di Giotto.

Informazioni

Data: Lun 23 Gen 2017

Orario: Dalle 18:00 alle 20:00

In collaborazione con : APT Basilicata

Ingresso : Libero


Luogo:

Istituto Italiano di Cultura di New York

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